Balle

di Emma Giuliana Grillo*

balle
sono i carichi pesanti che
le donne hanno portato
sul groppone nei secoli e
che ancora le schiacciano
alla frontiera di El Buitz
indietro e avanti
avanti e indietro
senza parole, gesti umani
nulla.
A,
Amina aperta chiara
afferma che non si può perdere la vita
a sgobbare sotto le frontiere di tutto il mondo
a saltare per prendere le briciole della vita altrui.
B-i
Ingiustizia
risuona nei campi, sulle montagne
sugli stradoni sterrati, grida.
B-u
Aleppo (Siria)
l’urlo, forte che
corre nelle caverne sotterranee
fischia contro il cemento, le foreste bruciate

i petroldollari, gli orsi che affogano
i bimbi con i Kalashnikov,
le tane dei soldati allineate
B-o
grande, maestosa, rotonda, pacificante
suona nelle campane della sera,
accarezza le chiome degli alberi nella vallata.
B-e
parole nel vento e nelle vene
e finisce così si distende e
basta.

*gennaio 2015

Piero Calamandrei, orazione in difesa di Danilo Dolci

a cura di Carlo Vagginelli

“Guardiamo di rendercene conto con serenità.
Al centro di questa vicenda giudiziaria c’è, come la scena madre di un dramma, un dialogo tra due personaggi, ognuno dei quali ha assunto senza accorgersene un valore simbolico.
E’, tradotto in cruda rossa di cronaca giudiziaria, il dialogo eterno tra Creonte e Antigone, tra Creonte che difende la cieca legalità e Antigone che obbedisce soltanto alla legge morale della coscienza, alle “leggi non scritte” che preannunciano l’avvenire.

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Perchè siamo indignati a metà?

di Giuliana Cassioli*

Non ne capisco la logica e vorrei un aiuto. Come faccio ad esser più sicura se: non faccio sbarcare perchè non voglio fare il riconoscimento, voglio che il riconoscimento lo faccia il comandate, anzi no! Non riconosco e ve li mando in giro (prima in Italia e forse in Europa e nel mondo) persone senza una identificazione, senza un iter giuridico per il proprio stato.
Quindi metto a rischio la mia incolumità di cittadini italiana per fare un dispetto a chi? All’Europa?
La sicurezza di una nazione passa dalla identificazione delle persone che vi risiedono perchè se commettono un reato io possa condannarli se sono pericolosi, io possa allontanarli se ne hanno il diritto, io li possa aiutare. Come posso sapere se sono pericolosi se non li identifico?
In ogni stato di diritto in cui sono stata la PRIMA cosa che mi chiedono è chi sono e noi non lo facciamo?
Non dico la frase “restiamo umani” anche se dovrebbe essere per tutti un elemento imprescindibile della nostra azione quotidiana, ma pongo anche qui un interrogativo: ci disturbano così tanto le altre persone?
Perchè ci indignano e ci preoccupano solo le persone “sole”, “indigenti” mentre c’è tutto un mondo “bello”, “profumato” e “ricco” che pensa a valute parallele (criptovalute) con fatturati che sfuggono alle tassazioni di tutto il mondo e che disegnano un futuro transnazionale con regole tutte loro in cui noi siamo consumatori ma a perdere.
Rimaniamo così a chiedere che affondi una nave con 40 persone mentre tutto un mondo intorno si sta attrezzando per metterci su un barcone in cerca di speranza.
Ieri sera al circolo abbiamo visto uno splendido film sull’immigrazione sudamericana di 3 ragazzi e di 1 ragazza, vero, crudo ma non troppo, “la gabbia dorata” che consiglio.

*segretaria del circolo Pd F.lli Cervi

Per la salvaguardia dei servizi socio sanitari dell’ovest milanese

di Rosario Pantaleo*

Circa due anni e mezzo fa, in Consiglio Comunale, nell’ambito della discussione per la riqualificazione degli scali ferroviari cittadini, venne proposto, dal centro destra, un emendamento riguardante la costruzione, nell’area denominata Ronchetto sul Naviglio (Municipio 6), di un nuovo ospedale da parte di Regione Lombardia. Questo “messaggio” era eloquente rispetto alle intenzioni della Regione, che gestisce la sanità dei cittadini lombardi, di modificare l’offerta sanitaria nell’Ovest milanese (tradotto: la trasformazione/riduzione dei servizi dell’ASST Santi Carlo e Paolo, da anni accorpati in un’unica realtà).

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